Testi di Maddalena Bergamin

Maddalena Bergamin, da “L’ultima volta in Italia”, Interlinea 2017

Chi ha detto che questo è il paese

del mare non sa delle nostre giornate

su tangenziali padane, della periferia

latina malmessa e delle grigie ore

che ci separano dalla vista del sole

Non sa di come sia estranea alla nostra

la vita che di noi si racconta

***

Madame

Della prima il viso è perduto

visto una volta scoperto alla fine

mai un rumore una voce nemmeno

una luce da oltre confine. Veniva

una figlia a portarle la spesa

così ingannava l’attesa

della morte: dietro le porte

non si sente niente eppure

c’è gente che vive forse

meglio forse con più dignità

ritirata composta tenendo

al riparo il proprio segreto

senza chiasso né pubblicità

fino al collasso della vanità.

***

A ogni cosa ci si abitua, anche

al paesaggio miserabile in provincia

all’armamento dei condòmini giallini

terrazzati di cemento, ci si abitua

alle montagne chiuse dentro

nelle valli derubate di orizzonte

alle onte subite per difetto

d’istruzione

***

Molte infelicità hanno la colpa

di godere del lamento e trovano

consolazione nel tormento, di volta

in volta replicando lo stesso sbando

sulla sventura, senza paura anzi

quasi con coraggio schiantarsi

addosso rimbalzare contro il muro

il monolite costruito recitato

a menadito, per far romanzo

delle vite, delle domeniche

partite.

***

L’ultima volta in Italia

facevano santi i papi

era un pacchetto di due

al prezzo di uno. Il palinsesto

ne risentì: non più giochi a premi

non fiction su preti inventati

ma storia vera e documentata

di miracoli alla luce del sole.

Nel frattempo su Facebook

si diffuse la notizia di un giovane

morto schiacciato dalla croce

del santo. I miscredenti gridarono

al contro-miracolo, ma la voce

si spense surclassata dai fasti.

Cristo era a terra con i piedi

amputati, enorme in mezzo alla valle.

Il 27 aprile 2014 Jorge Mario Bergoglio proclama santi Angelo Roncalli e Karol Wojtyła. Tre giorni prima, il ventunenne M.G. muore a Cevo, durante una gita con i compagni dell’oratorio. Il ragazzo viene travolto dal crollo della croce eretta in onore di Papa Wojtyła. M.G. abitava a Lovere, in via Giovanni XXIII. Nel paese sono state annullate, in segno di lutto, le celebrazioni in onore dei due papi santi.

***

La trempe du verre est destinée à en renforcer les propriétés mécaniques

Ce traitement consiste à chauffer le verre au-delà de 600 °C, puis à le refroidir brutalement par convection forcée, opération qui a pour effet de mettre les deux faces en compression, la zone intérieure étant en tension. Cette opération de précontrainte augmente considérablement la résistance à la flexion, à la compression, aux chocs mécaniques et thermiques. S’il vient à se briser, le vitrage se fragmente en petits éclats émoussés limitant les risques de blessures.

(Fédération française des professionnelles du verre)

Je suis une vitre : je regarde dans le vide

Assise à la frontière du dehors

je m’effondre dans la chaleur

Je vois le noir visage de la douleur

Enfermée dans son écrin : les vieux

coffrets de maquillage. Je sors enfin

du fond brûlant, trempée car j’ai

changé mes molécules, je suis

stratifiée, douée d’une force violente

qui vient de mon enfance transparente.

La tempera del vetro ha lo scopo di rinforzarne le proprietà meccaniche. Il trattamento consiste nel riscaldare il vetro a più di 600°C, raffreddandolo poi brutalmente tramite convezione forzata. Tale operazione consente la compressione delle due facce, giacché la zona interiore entra in tensione. Il procedimento di precompressione aumenta considerevolmente la resistenza del vetro alla flessione, alla compressione, agli choc meccanici e termici. Se dovesse essere infranto, il vetro si frammenterà in piccole schegge smussate, che limitano il rischio di ferite.

Si difendono ai divani

tre o quattro intellettuali

la questione della lingua

il métissage delle culture

sono cose che si danno

come fiori dai balconi

come i baci sui portoni

come sconti ai debitori

***

Le porte che ho aperte

tutte erano di vetro

si vedeva già da fuori

che cosa c’era dietro

***

Se tutto va bene poi si sta male

dopo le strette di mano, le pacche

le forti emozioni si aprono valli

di vuoto, strapiombi, desolazioni

Se ti alzi voglia il cielo dal letto

sei costretto a respirare l’aria

mattutina, a sopportare la brezza

il caffè la moina del buongiorno

dei pimpanti: avanti! Sempre

avanti! Contro il risucchio

tenebroso della notte, darsi

regole fissare appuntamenti

per restare sull’elenco

dei presenti

***

ma che scelta

abbiamo d’altronde se non

di abbandonarci alle onde

per quel poco quel poco

che resta di benzina

sul fuoco, per quel pezzo

di niente senza mente

per la pelle dell’altro

finché sente

Inediti

Al volo

Fu lo psichiatra del Molinette

a dirgli che non resistette.

Ogni volo nasconde la spinta

di un popolo intero che pure

dimentica, assorbe e spaventa

Muore così gioventù che diventa

l’ossesso di un coro, la durezza

del suolo.

Gianluca campione si butta

poi non lo ricorda, ma quella

finestra confonde la festa.

Nota

Il 27 giugno 2006, Gianluca Pessotto, ex calciatore della Juventus, si getta da un’altezza di 20m cercando la morte. Sarà lo psichiatra dell’ospedale Molinette di Torino a fargli tornare alla memoria il suo gesto. Il 9 luglio dello stesso anno la nazionale italiana si aggiudica il titolo ai Campionati del mondo. Cori di scherno nei confronti del calciatore possono tuttora intendersi in vari stadi italiani.

***

Bassorilievo con adolescente

Piange a singhiozzi quest’altro ragazzo

con la pelle attaccata alle ossa

e la faccia affogata nel letto

ancora per poco

la sorella più piccola

al di qua dell’infanzia

non può consolarlo

ma rimane a guardare

Piange pensando di non essere

visto che nessuno a quel pianto

porterà il suo conforto

piange sicuro di essere solo

E vederlo rattrista

la bambina imprevista

che così se ne va

senza essere

vista.

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